AREA PROFESSIONALIZZANTE
“Area
Con l'esperienza degli ultimi anni e la
conoscenza dei mercati moderni dell’occu-pazione, si è reso
indispensabile incentivare la capacità di una ricerca autonoma di
lavoro e di organizzazione, senza adattarsi ai vincoli esterni,
utilizzando posi-tivamente
i cambiamenti del contesto tecnologico ed organizzativo.
In tal senso, la scuola tenta di dissuadere gli
studenti dall’aspettativa del “posto fis-so” per
prepararli ad autocollocarsi nel mercato del lavoro.
Il giovane studente, che stimolato in tal
senso, può prevedere al termine del proprio iter formativo uno
sbocco occupazionale, sicuramente vive la propria esperienza
scolastica con forte motivazione: è così che il rapporto tra sistema
scolastico e sistema produttivo crea un diverso approccio allo
studio.
Le classi quarte e quinte hanno un curricolo del
tutto particolare che rappresenta una svolta rivoluzionaria
nell’ambito dell’istituzione pubblica italiana. Il piano degli studi
è suddiviso in tre aree denominate rispettivamente “area comune”,
“area di indirizzo“ e “area professionalizzante” o “terza
area”. La novità consiste nel fatto che
mentre nelle due prime aree opera la tradizionale figura del
docente statale, nella terza area, alla quale è
normalmente destinato un giorno di ogni settimana dell’intero
anno scolastico, intervengono esperti aziendali generalmente esterni
alla pubblica amministrazione.
Grazie a questa area, i giovani possono
concretamente confrontarsi con le reali esigenze del mondo del
lavoro e affrontare
studi mirati al conseguimento di una particolare specializzazione
biennale su tematiche che risultano sempre nuove al mutare delle
scolaresche. Ai giovani si vuole offrire la possibilità di
conseguire una solida professionalità caratterizzata da una
istruzione scientifico-tecnologica orientata su settori specifici o
integrata da una specializzazione costruita su definite esigenze di
forza-lavoro.
La formazione prodotta è idonea a facilitare la
mobilità e la costante riconversione dei lavoratori. Il progetto
prevede il collegamento scuola territorio e trova il suo momento di
massimo impegno durante gli stages aziendali che i giovani
effettuano, ogni anno, per 120 ore, che si aggiungono alle 180 ore
spese nella formazione specialistica in aula, per un totale
complessivo annuale di 300 ore.
